Prove generali di libertà....... ma

.....i  poteri forti non mollano la presa

Commentatori, opinionisti, giornalisti improvvisati e velinari assoldati sono impegnati nell’analisi del voto di questa drammatica chiamata alle urne. I social network sono invasi da post di disperazione o di orgasmica euforia. Noi ci lasciamo contaminare da questa moda fugace, da questo sport nazionale che tanto piace al popolo italico e forse anche ai nostri lettori. Cominciamo dalla contraddizione del risultato elettorale locale: al voto libero della Camera ottenuto dal Movimento Cinque Stelle, un voto per il cambiamento, un voto di protesta, un voto di affrancamento dalle politiche clientelari, si contrappone il voto del Senato trainato dal Senatore Gentile, longevo uomo politico radicato sul territorio e sostenuto dal “dottore” attempato politicante nostrano che da venticinque anni prova a condizionare la vita politico-amministrativa della nostra comunità. Guardando i dati dei comuni guidati da Sindaci Socialisti si scorgono percentuali altissime per Il PSI e per Incarnato, così è a Cetraro, così è a Cassano allo Jonio, così non è a Cerisano dove la lista socialista ha sommato l’inezia di 43 voti. Non tutti sanno che il Sindaco di Cerisano è dirigente provinciale di questo partito, ma tutti sanno che l’amministrazione è considerata vicino alle posizioni del centrodestra. Un’incoerenza che si esplicita maggiormente analizzando i dati delle primarie del centrosinistra, di fatto gestite dall’amministrazione comunale.  Che cosa è successo in questi tre mesi?  Niente! Il capo ha chiamato banco! Ha imposto la scelta al Senato lasciando liberi i sudditi alla Camera (come fece per le primarie), e alla Camera non era presente il simbolo socialista. Una presenza inquietante si è aggirata per i seggi in questi giorni di votazioni e di scrutinio: un ex Sindaco che con un taccuino in mano annotava i risultati che uscivano dalle urne. Questa presenza sinistra rappresenta più che un presagio, più che un’ombra, più che un passato ingombrante, la voglia di ritornare conscia del fatto che la clientela vince sulla politica, che il potere vince sull’efficienza, che la “famiglia” vince sull’onestà. Il voto per scegliere i deputati in parte è stato un voto libero. Senza libertà non ci sarà futuro. Senza libertà non ci sarà giustizia. Senza libertà non ci sarà trasparenza. Senza libertà non ci sarà mai cambiamento.