La rivoluzione interrotta

6 giugno 1993 6 giugno 2013 - Vent'anni dopo

Per la prima volta si votò con l’elezione diretta del sindaco, l’Italia era attraversata da quella grande confusione scambiata per rivoluzione dal nome Tangentopoli, era il 6 di giugno del 1993. A Cerisano erano in tre a contendersi la poltrona di Sindaco, un’assoluta novità che ha stravolto le regole paesane di contrapposizione fra Torristi e Democristiani. Vincenzo Santelli giovane sindaco nella consigliatura 1970 – 1975, Gigino Mazzuca, Sindaco democristiano per tre legislature dal 1978 al 1993 e Franco Caputo nel cui curriculum vantava “soltanto” una breve parentesi di assessore all’Urbanistica del Sindaco Peppinuccio Greco. Era presente ai nastri di partenza anche una lista del MSI capeggiata da Domenico Greco, ma non veniva accreditata da nessuna chance di vittoria. La lista di Mazzuca sotto l’emblema dello Scudo Crociato, era la derivazione di quell’uscente eletta con un sistema elettorale diverso, quella di Santelli una buona lista costituita per lo più da “dissidenti” democristiani e dai fuoriusciti del PSI guidato da un giovanissimo Fabrizio Zecca. Franco Caputo riferimento storico dei socialisti costruì una compagine basata su un difficile accordo raggiunto fra il PSI e il PDS del segretario Franco Santelli. Caputo formò una squadra di giovani e la presentò agli elettori in una maniera completamente nuova, interviste, televisioni e soprattutto alimentando un grandissimo entusiasmo che cresceva man mano che si avvicinava la data dell’apertura dei seggi. I comizi di chiusura campagna elettorale si tennero tutti in Piazza Zupi, non c’era paura del confronto, non si cercarono artifizi di cui furono maestri in seguito altri aspiranti Sindaci. Nonostante Santelli fece presidiare dal povero Franco Dodaro la Stazione dei Carabinieri nottetempo per prenotare la piazza, si arrivò ad un accordo, Santelli dalle 21 alle 22, Caputo dalle 22 alle 23 e il Sindaco in carica Mazzuca dalle 23 alle 24. Si intuiva che le possibilità di vittoria c’erano per tutti e tre i candidati alla carica di Sindaco, ma le istantanee scattate durante i tre comizi mostravano una tendenza che si rilevò veritiera alla conclusione dello scrutinio. A metà schede scrutinate, il quartier generale di Vincenzo Santelli chiudeva i battenti, e l’ala ex socialista che appoggiò Santelli cominciò a sperare in una riconferma di Mazzuca, nonostante fu avversato dagli stessi per tre lunghe legislature. La Lista di Caputo si manteneva costantemente avanti seppur di misura. A 45 schede della fine dello scrutinio non c’erano più i numeri per un recupero Caputo vinse le elezioni diventò Sindaco, incominciò la festa, la parte di paese che non vinceva da mai conquistò il municipio, la sfilata di auto strombazzanti proseguì fino alle prime luci dell’alba. Così Cerisano diventò: UN PAESE PER LA GENTE. Continua