Sant'Antonio.... che tristezza.

Segni di un paese che muore

I ricordi vanno sfumando, ma resta qualche flash a richiamarci alla memoria un anziano signore indaffarato nell’organizzazione di una piccola festa in onore di Sant’Antonio, ci pare fosse Mico Angotti. Più certe sono le rimembranze sugli “Antonio” comunali negli anni ’80, impegnati a tenere fede ad una tradizione, anche come vicini di “casa”. Ieri a ricordare ai più distratti che ricorresse la festività di Sant’Antonio da Padova, era qualche fedele che si riportava indietro il pane di Sant’Antonio dalla messa pomeridiana celebrata in Parrocchia. Perché in parrocchia? Una delle cinque chiese del paese non è forse quella di Sant’Antonio? Tutto ciò mostra evidente la parabola discendente che sta vivendo il nostro paese, la nostra comunità. La Chiesa che originariamente era intitolata a Santa Maria degli Angeli è chiusa al culto, cadente, ingrigita dalle avversità metereologiche. Stride la facciata dell’ingresso al Cimitero, imbiancata di giallo con il prospetto del sacro monumento, totalmente abbandonato con i santi che spiccavano in alto, oggi senza testa. In basso nessuno ricorda più quella croce in cemento abbattuta da qualche scellerato automobilista e mai rimessa a posto. In tutto questo si legge il declino di un paese, lo scollamento di una società malata, l’indifferenza di una popolazione che manca di riconoscenza a coloro i quali, queste chiese hanno eretto. Non solo la comunità cattolica ha grandi responsabilità, soprattutto le istituzioni cieche, sorde e insensibili non vedono o fanno finta di non vedere, mentre il paese arretra, muore. Forse quei santi messi lì sopra in alto simboleggiano questo, rappresentano l’emblema evidente di un paese senza testa, senza futuro.