Furti e promesse di "battaglie"

Confessioni in una notte di mezza estate

Il conciliabolo nella penombra, della terrazza antistante all’ingresso della sala Falcone-Borsellino, nel post consiglio svela tante cose, tranne la motivazione reale perché il consiglio comunale stesso non si sia celebrato, nonostante la maggioranza fosse presente nelle stanze municipali. Un Bosco infuriato bacchetta il suo ex sodale Muoio reo di non seguirlo nella “sua” politica, promette “battaglia” alla “peggiore amministrazione di sempre” individuando in Caputo, il migliore dei candidati per le elezioni del 2016. Alla domanda “perché non crei un gruppo autonomo?” nicchia giurando che nemmeno un dottore qualsiasi potrebbe fargli cambiare idea. Ancora più interessante è scoprire una cosa sottaciuta che fa di Cerisano un paese stranamente omertoso, tenuto conto che l’antico epiteto denigratorio fosse “vucchilarghi de cerisanu”. I ladri nottetempo sono riusciti nell’impresa di disturbare persino i morti, mettendo a segno un furto nel cimitero, pare legato al rame. Questa dei furti non è più una novità. La novità semmai è quella di tenere ammantata, di sottacere, di nascondere una realtà tanto evidente da non fare più notizia. Un saggio signore con una lunga militanza nell’Arma dei Carabinieri, ora in pensione, ci fa sapere che è la microcriminalità quella che ci interessa più da vicini, quella che impaurisce la gente. Andrebbe arginata per tempo ma stranamente il fenomeno viene sottovalutato. Il segno dei tempi o il segno degli uomini?