Opinioni

L'amministrazione comunale esce con le ossa rotte dalle elezioni

Risultato deludente per il Sindaco Mancina

Alle tre e mezzo del mattino, ripetutamente lampeggia il led del mio smartphone tanto da svegliarmi. Assonnato, rispondo per sapere chi fosse dall’altra parte del telefono, anche se qualcosa mi diceva che riguardasse il momento elettorale. M’informano sull’andamento elettorale delle quattro sezioni diCerisano, ringrazio e provo a riaddormentarmi. Non ci riesco e la curiosità prende il sopravvento. Sapendo che il mio capogruppo Pietro Reda è impegnato nella raccolta dei dati con un candidato al Consiglio Regionale lo raggiungo al telefono per avere informazioni generali comunicandomi il corposo successo di Mario Oliverio. Subito dopo, provo a whatsappare con i malati di politica che in tempo reale mi aggiornavano sullo scrutinio. Leggevo tanta ironia e soddisfazione nei post per il risultato negativo del Sindaco Mancina. L’unico candidato locale, che giocava una partita tutta sua in un campo vuoto senza nessun contrasto diretto, con una porta persino sgombra di portiere. Mi raccontano di volti scuri e nervi tesi, con capannelli impegnati a individuare le responsabilità per la débâcle del loro candidato. Taluni attribuivano colpa al cavallo, altri al fantino. Facendo confusione su chi fosse il cavallo e chi fosse il fantino. Ha chiuso a 439 o 440 i dati si susseguono caoticamente segno che la macchina elettorale del comune è precaria. In ritardo di tre ore, la Calabria nei confronti dell’Emilia, in ritardo Cerisano rispetto ad altri centri della nostra Provincia. Per verità, le avvisaglie di un risultato negativo c’erano già alle 23:00  di ieri sera, alla chiusura delle operazioni di voto. La percentuale di affluenza  era bassa segno evidente che il Sindaco non avesse “tirato” per invertire la tendenza, seppur l’impegno sia stato massimo tanto da obbligare il Vice Sindaco a presidiare i seggi fino alle prime luci dell’alba congedandosi con un laconico “sono stanco”. Non si è visto invece il Sindaco, probabilmente in attesa del risultato della sua San Giovanni o forse già davanti ad  un pezzo di carta pronto a ringraziare i suoi elettori e a interpretare il voto come un suo successo personale. Fanno così i politici. O no? Il proposito che aveva espresso ad un suo collega Sindaco di dimettersi sotto i 500 voti siamo certi che non sarà mantenuto. Che il dato sia negativo, non c’è alcun dubbio, e nessuna alchimia può essere messa in pratica per convincerci del contrario. La lettura che va fatta è sul segnale che ha dato il paese non solo al Sindaco, di fatto dimissionato da un risultato deludente, anche agli operatori della politica, a chi si pone in alternativa non a degli uomini ma a un modo di intendere l’amministrazione. Nei prossimi giorni saranno recapitate nelle case dei cittadini le salatissime bollette da pagare frutto dei comportamenti amministrativi di questi signori che hanno anteposto le loro ambizioni personali al paese e alla sua gente, frutto di un dissesto dichiarato che ha sancito il fallimento di un progetto politico e di tanta incapacità amministrativa. Nei prossimi giorni assisteremo ad una reazione veemente, per dare soddisfazione ai supporters, di scontro con le opposizioni. Non certo alle dimissioni che dovrebbero essere depositate irrevocabilmente presso la segreteria comunale. Nei prossimi giorni il dibattito politico si incentrerà sul futuro della nostra comunità. Le elezioni anticipate di un anno, farebbero bene alla comunità e come qualcuno già ipotizza con un cambio della guida politica, al raggruppamento che fa capo a Ivan Greco, altro sconfitto di questo turno elettorale. L’errore di valutazione è stato commesso, è venuta alla luce tutta la difficoltà di una maggioranza che non ha il consenso del paese, la supponenza è stata più grande della realtà. Il paese chiede di cambiare e lancia segnali precisi. Ci sono tutti gli elementi e tutte le ragioni per voltare pagina. Un solo consiglio: non bisogna cullarsi su questo dato negativo ma bisogna lavorare per dare al paese un’alternativa di governo capace e seria. Bisogna costruire un progetto con le migliori energie del paese, tutte insieme, perché c’è da risollevare una comunità allo sbando, un paese ammazzato sotto i colpi mortali di tanta incapacità. La sconfitta del Sindaco non fa vincere il paese, ma gli da una speranza, una speranza che non va tradita.