La crisi (politica) nascosta

Bosco e De Bartolo dissentono

La leadership di Ivan Greco nel corso di questi 13 anni di potere ha macinato tanti uomini e tante donne. Taluni hanno ricevuto un lauto e vitalizio obolo, altri sono passati nel dimenticatoio. Taluni hanno tentato fortuna altrove, forse più in preda ad uno spasmodico sentimento di vendetta, senza riuscirvi, altri sono rimasti “servi” fedeli con la speranza di ottenere prebende e vantaggi. Questa schiera è folta e variopinta, dove spiccano, sul resto del gruppo, “gli impresentabili”, quelli che rinviati a giudizio per presunti reati amministrativi sono stati ritenuti non candidabili dal “dottore”, salvo pescare in famiglia o fuori dall’immediato perimetro parentale. Si scorgono spesso fra le mura del “palazzo”, conferiscono con gli amministratori i quali con grande savoir faire li illudono di mantenere potere decisionale e gestionale. In camera purgatoriale sono accomodati due soggetti, due cavalli di razza, signori delle preferenze. Uno è assessore, l’altro è consigliere. L’assessore non è riuscito ad imporre nessuna delle politiche suggeritegli da un arguto “spin doctor”. L’altro non trova spazio nella gestione della cosa pubblica non perché non rivesta la carica di assessore, bensì per scelte non condivise su una gestione che è, evidente a tutti, di parte, clientelare, per parenti e amici, una gestione del potere che sta uccidendo il paese. Ecco, hanno un nome ed un cognome: Maurizio De Bartolo e Tonino Bosco. Da mesi non frequentano i corridoi del municipio, non partecipano ai consigli comunali, non lesinano critiche e nutrono speranze. La propaganda tiene nascosta questa crisi evidente in seno alla maggioranza, pensando bene che ad ogni consigliatura ne sono stati fatti fuori anche più di due, senza scalfire la potenza di fuoco scaturita più di una professione che di certificate competenze politiche. Arriverà un giorno nel quale tutto si frantumerà, lo insegna la storia. Perché accada prima, c’è bisogno di un risveglio delle coscienze.