Querele, corte dei conti e vaff..........

Epilogo di un dramma paesano

PARTE 4

Riporto la lettera che mi ha fatto querelare dal Sindaco e dalla allora maggioranza Loris Greco-

Impietosa la relazione della Corte dei Conti Calabrese, sull’analisi dei conti relativi all’anno 2006, che la Corte stessa ha inviato al Comune di Cerisano. La Corte arriva ad osservare che, il dissesto si manifesta nell’insolvenza, vale a dire nella mancanza di risorse liquide ( di cassa ) necessarie per fare fronte ai propri impegni dibilancio>. Richiamando i soggetti interessati. Richiama Il Responsabile del servizio Finanziario, che tra l’altro non risulta abbia provveduto alla verifica trimestrale>. Richiama inoltre il Tesoriere e soprattutto il Revisore dei conti, che non ha dato conto dell’andamento negativo dei flussi di cassa e delle motivazioni dello squilibrio>.


Ed è proprio sul risultato di amministrazione che la Corte punta la sua severa critica. Puntando non solo il risultato negativo della gestione di competenza, ma su tutta una serie di inadempienze che fanno concludere alla Corte la rilevazione negativa del documento contabile, e sentenziando che causa le inadempienze il documento contabile non può considerarsi redatto in modo compiuto secondo i principi dell’ordinamento contabile>. Se si pensa che stiamo parlando del 2006, e che nel 2007 e 2008, come si vede dei sempre maggiori ritardi nei pagamenti e persino degli stipendi, si può comprendere di come la situazione sia peggiorata e sia seria. E anche alcune scelte , come quella della svendita del Palazzo Sersale, assumano i connotati di un Ente ormai con l’acqua alla gola , a cui “nessuno dà più credito e per prendere solo un po’ di tempo, riesce persino a regalare i gioielli di famiglia” (dei cittadini). Se penso alla mia analisi sul 2006, presente nel sito Cerisanoinrete, mi rendo conto che la Corte ha ribadito quello che sstenevo da tempo. Sempre maggiori difficoltà nei pagameti a causa della gestione dei residui allegra. Ma sui residui la corte, va oltre la mia ironia. E disegna una situazione che definire drammatica è poco. Critica è la percentuale dei residui accertati >, inizia così la corte dei conti. E continua, tale indicatore denota un grado di realizzazione degli obiettivi molto basso, che anche in questo caso non è stato oggetto di valutazione e verifica da parte del Revisore>. La Corte continua nel pugno di ferro nei confronti de Revisore, in un crescendo di censure, che alla fine sfiorerà la condanna senza appello. Dice la Corte dal punto di vista operativolacunosa appare l’approvazione del conto residui> e forza ancora la mano arrivando persino a mettere in discussione la veridicità degli stessi, < il mantenimento in bilancio di apparenti residui attivi di parte corrente, oltre a generare tensioni di cassa, crea avanzi di amministrazione poco attendibili>. Il giudizio della Corte, conoscendo il linguaggio ovattato della stessa, in questo caso è di quelli che a chi ha un minimo di dimestichezza giuridica, fa tremare i polsi, e meriterebbe un analisi da parte del Consiglio Comunale, che come dice la Corte è stato tenuto all’oscuro di questa situazione, evitando di portare allo stesso Consiglio una serie di relazioni, che avrebbero fatto comprendere ai Consiglieri, la situazione in cui l’Ente si andava a cacciare. <l>’organo di revisone non ha fornito adeguate informazioni>, tuona la Corte. E rincara la Corte,non si è portato all’attenzione del Consiglio l’elenco nominativo dei residui, suddivisi per anno , bensì soltanto un elenco cumulativo>. E ancora sul Revisore si abbatte il maglio censorio della Corte Criticità si rilevano anche in merito all’attività del Revisore, che non ha prodotto l’esito della verifica (attendibilità delle risultanze della gestione ), effettuata in ordine all’operazione di riaccertamento dei residui, peraltro non richiamando neanche la determinazione specifica>. La Corte prosegue la sua relazione analizzando quindi la gestione di parte corrente. Qui la Corte dei conti sembra perdere quasi la pazienza, tanto da abbandonare il suo linguaggio ovattato e tortuoso per dire le cose in modo meno diretto. Inadeguata appare in proposito l’attività del Revisore in ordine alla propria funzione di vigilanza , sul rispetto dei vincoli giuridici e contabili> E’ una nuova mazzata, ancora più dura, ancora più diretta. La Corte adesso non solo analizza, ma deborda, dicendo chiaramente, con termini di sconsolata spiegazione: L’attività di revisione non deve essere limitata agli aspetti formali, ma estesa al controllo degli aspetti sostanziali di natura finanziaria , patrimmoniale ed economica della gestione> < IL disavanzo di gestione della competenza nel rendiconto , oltre a contravvenire a quanto sancito dall’art. 193 del TUEL sul mantenimento di tutti gli equilibri stabiliti in bilancio per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti …..> Lo avevamo detto due anni fa!!!!! Sulla gestione degli investimenti . la Corte accerta:appare inadeguata l’attività relativa agli accertamenti > e <ancora più critica risulta la realizzazione degli impegni rispetto ai pagamenti> Sul conto del patrimmonio la Corte dei Conti è lapidaria: il patrimonio netto mostra un andamento di particolare erosione ( - 46%) . Il Revisore non ha evidenziato gli aspetti che ha determinato tale grave situazione, né espresso rilievi e/o considerazioni.> E rincara duramente; si rilevano fra l’altrodiscordanze ed errori di contabilizzazione sulle risultanze dei conferimenti ed inoltre nella relazione del revisore, il prospetto relativo al conto del patrimmonio risulta incompleto in quanto non riporta i valori delle immobilizzazioni. Il Revisore non ha indicato nella propria relazione i risultati inerenti alla verifica dello stesso effettuata ….> La Corte dei conti amaramente conclude. Il Revisore non ha espletato appieno l’attività di vigilanza e di verifica nelle aree di attività elencate dall’art. 239 comma 1, lett. C del TUEL , in quanto non ha svolto verifiche sull’attività contrattuale dell’Ente > </l>Io non so alla fine quanto il revisore sia completamente il responsabile unico di questa situazione. Certo il voler continuare nella storia dell’incarico prestigioso e non chiarire ai cittadini le osservazioni così dure e che mettono in dubbio la sua professionalità, non aiuta noi a farci una idea completa della vicenda. Chi sa, ora è il momento di parlare. Di sciogliere ogni segreto, di confessare ogni errore e non continuare con questa farsa che offende noi cittadini, ma rischia di offendere professionalità civili e personalità morali, che non meritano ombre per colpa di pochi. Cosa dire, se non che ciò era stato detto e non è stato ascoltato. La presunzione è nemica del presuntuoso, Alla fine chi è sordo rimarrà sordo, ma chi fa finta di essere sordo, diventerà scemo. L’amarezza non è tanto la fotografia di una realtà ormai diventata coscienza comune di questa Comunità, al di là di qualche tifoso che si ostina per fede a dichiarare quello che i puri non vedono più. Ma l’amarezza è che per compiacere pochi, tanti hanno perso la faccia e spesso incolpevoli. Ma ancor di più l’amarezza e che questi pochi predatori, non hanno esitato a vendere di nascosto” i gioielli di famiglia”, “a frugare nei borsellini delle mamme per predare la medaglietta della bisnonna regalo di un marito magari morto in guerra ,per poter andare a impegnarli ai banchi dei pegni gestiti da strozzini, e solo per un attimo di ebbrezza sulla ruota panoramica del Paese delle meraviglie di Pinocchio”. Nella favola delle esistenze umane, anche in quelle più tragiche, c’è sempre una strada dove potere tornare indietro. Ma questa ogni passo, ogni istante diviene sempre meno visibile per le bugie che si raccontano per andare avanti. L’augurio che tutti possano ritrovare la strada di casa, prima che ci si perda per sempre. E forse me ne pentirò ma sono sincero! Luciani Luciano

 

LETTERA A CIPOLLA EX REVISORE IN RISPOSTA ALLA SUA MINACCIA DI QUERELA

DOMENICA 25 GENNAIO 2009 20:15
Egregio signore Cipolla, sarò ben lieto di confrontarmi con Lei davanti a qualsiasi Giudice, anzi mi auguro da oggi di fronte a diversi giudici. Al di là della ironia del Professore e di altre facili battute che servono per eludere l’oggetto del contendere, sarò lieto di consegnare ai giudici tutti i documenti in mio possesso insieme alla lettera che ieri ha pubblicato.
Voglio comunque rendere pubbliche alcune osservazioni, non sparando nel mucchio addebitandomi entrate accertate da assessore al bilancio che lei avrebbe stralciato. Né tirando in ballo altre persone per tentare di spalmare eventuali responsabilità su una platea di incolpevoli soggetti. Intanto se esistessero tali false entrate, lei avrebbe dovuto propedeuticamente chiedere al revisore Mannarino, e al dirigente di settore che ha prodotto tali entrate, ed essere conseguenzale alla ipotesi che formula. La Corte dei Conti nella relazione oggetto del contendere ha detto testualmente: < gli accertamenti contabili e di legittimità , regolarità, e correttezza dell’azione amministrativa, sono come è noto attribuiti ai revisori dei Conti. E’ anche se è vero che altri organi e uffici dell’Ente svolgono controlli e verifiche di vario genere, tuttavia a questi non può essere attribuita la qualifica di organi di regolarità amministrativa e contabile siccome intesa dall’articolo 147 del testo unico 267 del 2000 e dall’art, 2 del Dlgs 286 del 1999. E ciò nella preminente considerazione che la norma contenuta nel citato art. 2 comma 1 del dlgs. 286, individua quali organi di controllo interni di regolarità amministrativa e contabile gli organi di revisione ovvero (in mancanza) gli uffici di ragioneria. Infatti l’espressione lessicale “ovvero”, contenuta nella disposizione in esame, non ha valore esplicativo, ma disgiuntivo.> Questo dice la Corte e non io. Ma inoltre dice sempre la Corte deio Conti e non io, che < è l’organo di revisione ch deve denunciare le gravi irregolarità della gestione pure ai competenti organi giurisdizionali > Conoscendo quindi la profesionalità di Mannarino, devo quindi difenderLo dalla sua accusa che per colpire me colpisce prima il Revisore Mannarino e poi di riflesso il Revisore Cipolla. Ma devo ricordare a chi legge, che se fossero esistite entrate fittizie pari a duemilioni e centomila euro, che il revisore avrebbe stralciato, l’Ente Comune sarebbe andato in disavanzo di gestione o di amministrazione per una somma vicina ai due milioni di euro. Ciò non è avvenuto. Non volendo mettere in dubbio le parole del signor Cipolla ex Revisore, credo si tratti di stralcio di partite in entrata e in uscita, probabilmente, sempre come ipotesi, di finanziamenti di opere pubbliche mai avvenuti. Diversamente sarebbe il caso di entrate , magari da accertamenti, che poi in rendiconto sarebbero state prive di titolo legale, dicasi ruolo, e quindi stralciate per evidente legittimità. Vero ? Sig. Cipolla, del resto anche Lei in una sua relazione chiesde alla Giunta e al Consiglio di attivarsi alla redazione di ruoli. Certamente la cosa poi avvenne , se no Lei avrebbe dovuto stralciarli quelle entrate. Ma la Corte ha spiegato a pagina 75 della relazione che < che se la relazione dell’organo di revisone del 20 giugno 2006 è stata redatta prima della nomina dello stesso ( Revisore Cipolla),avvenuta in data 24 Luglio 2006, con deliberazione 26, . Si evidenzia comunque che l’intervento del Revisore , per il piano delle verifiche connesse al rendiconto, non può essere limitato al periodo di 20 giorni , ma deve essere avviato con i primi adempimenti alla chiusura dell’esercizio> Ma poi, se la prenda con la Corte, mica quelle cose le ho scritte io, ma eminenti esperti contabili e di diritto! Ma al di là di questo e al di là che la Corte comunque colloquia con il Revisore Cipolla perché a quel momento titolato alla predisposizione delle tabelle e la risposta dei questionari, è l’istituto di revisione che viene messo in discussione dalla Corte con i riflessi che l’Ente sta subendo. Infatti nella mia precedente non ho altro che copiato integralmente e virgolettato le parole della Corte, e soprattutto la situazione dell’Ente, che è il mio Comune, e penso di avere qualche interesse e qualche diritto. Al riguardo di come faccio ad essere in possesso della relazione? Intanto Le è sfuggito che già prima del 22 dicembre data della riunione della Corte, già la Gazzetta del sud, con un articolo sulla prima pagina di Cosenza, ci dava conto della stroncatura degli organi di revisone dei dieci Comuni campione. Inoltre sul sito della Corte dei Conti sono pubblicate persino le sentenze, figurarsi le relazioni di cui la Corte fa grande pubblicità, anche per dimostrare il suo lavoro di controllo e di aiuto gli Enti territoriali, e la relazione serve proprio a questo, per i Consigli che sanno cogliere le analisi e i suggerimenti. Inoltre la relazione è stata mandata integralmente a tutti i Sindaci, comprese quelle degli altri comuni, mi domando cosa c’è di segreto, cosa c’è da nascondere in un atto così normale per la Corte e per i suoi compiti istituzionali? A proposito la copia in mio possesso ha i timbri della Corte dei conti e mi è stata data da un ufficiale di governo, credo non mi abbiano dato una patacca! Inoltre la Corte ha mandato in anticipo agli Enti la bozza di deliberazione dandone possibilità di osservazioni. Nessun Comune ha inteso allegare difese, analisi, anzi solo il Comune di Longobucco ha partecipato al dibattito del 22 dicembre a catanzaro. Vede quanto ne so ? Crede che mi serva di servizi segreti? Crede che ci voglia chissà quali competenze e titoli? Ho trovato tutto in internet!!!! Inoltre le ricordo che con il sottoscritto al bilancio mai uno stipendio è stato pagato in ritardo, inoltre mi vantavo di esser l’unico Comune in regola con i pagamenti della Valle Crati. Oggi mi sembra che tanto è cambiato dal punto di vista dei conti. Quello che non vuole cambiare e il voler continuare a mettere paura a cittadini con minacce, invece di metteun cittadino che pensate un po’ cosa ha fatto! Ha copiato una relazione di una delibera pubblica, Certo nel Paese delle tante inchieste , pensate quale delinquente io sia?!!. Faccia meno ironia, che rischia questa sì di sconfinare in ingiurie, sul lavoro, sui titoli. Dimostri che la modestia che dice di avere come commercialista non è una enunciazione ma verità. Lei che cita i classici, Aisopos (Esopo in greco, l’ho trovato sulla rete, si tranquillizzi non so tanto) , e quindi anche Lei è un Professore, e quindi sa talmente bene, che queste favole comunicano una morale. Non so a quale favola si riferisce, se al lupo al lupo, il lupo travestito da porcello, la gallina dalle uova d’oro, avrei potuto colloquiare meglio, tra professori !!!! Io direi intanto per fare onore a questo illustre antenato, comportiamoci come avrebbe desiderato, se nò a che serve aver tanto appreso? Luciano Luciani Titolo: cittadino –lavoro: onesto - Aspirazioni: essere di esempio ai figI.

CONCLUSIONI

Cosa dire, questa e’ una parte di storia, io non ci sto a questo disastro INVITO ANCORA LA MAGGIORANZA A CHIAMARCI TUTTI E INSIEME A RISOLVERE QUESTO DRAMMA AMMETTENDO LE SUE COLPE E RITORNANDO A CASA IO SONO DIPSONIBILE PER IL BENE DEL PAESE A COLLABORARE.

INVITO LA MINORANZA A METTERE DA PARTE LE SENSIBILITA E LE ASPIRAZIONI DI QUALCHE PERSONA PER COLLABORARE NELL INTERESSE DEL PAESE

Chi sa, ora è il momento di parlare. Di sciogliere ogni segreto, di confessare ogni errore e non continuare con questa farsa che offende noi cittadini, ma rischia di offendere professionalità civili e personalità morali, che non meritano ombre per colpa di pochi. Cosa dire, se non che ciò era stato detto e non è stato ascoltato. La presunzione è nemica del presuntuoso, Alla fine chi è sordo rimarrà sordo, ma chi fa finta di essere sordo, diventerà scemo. L’amarezza non è tanto la fotografia di una realtà ormai diventata coscienza comune di questa Comunità, al di là di qualche tifoso che si ostina per fede a dichiarare quello che i puri non vedono più. Ma l’amarezza è che per compiacere pochi, tanti hanno perso la faccia e spesso incolpevoli. Ma ancor di più l’amarezza e che questi pochi predatori, non hanno esitato a vendere di nascosto” i gioielli di famiglia”, “a frugare nei borsellini delle mamme per predare la medaglietta della bisnonna regalo di un marito magari morto in guerra ,per poter andare a impegnarli ai banchi dei pegni gestiti da strozzini, e solo per un attimo di ebbrezza sulla ruota panoramica del Paese delle meraviglie di Pinocchio”. Nella favola delle esistenze umane, anche in quelle più tragiche, c’è sempre una strada dove potere tornare indietro. Ma questa ogni passo, ogni istante diviene sempre meno visibile per le bugie che si raccontano per andare avanti. L’augurio che tutti possano ritrovare la strada di casa, prima che ci si perda per sempre. E forse me ne pentirò ma sono sincero!

BUON NATALE IN ANTICIPO LUCIANO LUCIANI

P.S. E SCUSATE SE ANCORA MI PERMETTO DI PARLARE SO CHE TANTI SI SENTONO GLI INTESTINI IN RIVOLTA MA PENSATE AI MIEI A QUANTE NE HO SUBITO E QUANTE NE STATE FACENDO SUBIRE …………A QUELLI CHE PARLANO ALLE SPALLE INVECE---

UN SINCERO VAFFFFF…..( SAPENDO CHE NON AVRETE MAI IL CORAGGIO DELLE VOSTRE IDEE)