Il paese è morto

Evidenti le responsabilità mentre i cittadini sono condannati a pagare le colpe altrui.

Qualcosa si muove. C’era un pubblico attento in sala, numeroso, come mai si è visto ai consigli comunali o in tutte le adunate che il Sindaco convoca da quando ha realizzato il suo sogno di sedersi sulla poltrona di primo cittadino. Nascono proprio da queste esigenze le “rivelazioni” delle opposizioni consiliari. Nascono dal bisogno che la gente ha di sapere. Di sapere a quanto ammontano i debiti. Di sapere chi sono gli artefici di un “capolavoro” senza precedenti. Una presa di coscienza si chiedeva alla gente, e la risposta del pubblico non si è fatta attendere. Non c’erano relatori o un tavolo di presidenza, c'erano due consiglieri comunali che hanno solo, ed in parte per il momento, condiviso un’informazione collettiva che è subito sembrata drammatica.

Ci hanno provato il Sindaco e i suoi bravi a sporcare un incontro democratico, è stato persino invitato a parlare, ma con solenne supponenza si era avviato a intonare un comizio. Sarebbe stato troppo regalargli il pubblico, dopo che le responsabilità sono evidenti a tutti. La cortesia e il garbo sono stati travisati e da subito sono cominciate le invettive, le intimidazioni, gli insulti che sono tipici e canonici del fare di questi signori titolari della rovina della nostra comunità. Non è stata una manifestazione elettorale, è stato un bel pomeriggio di verità. Milioni di euro sulle spalle di ignari cittadini, milioni di euro bruciati per interessi di parte, per costruire e mantenere un potere al quale forse non si può rinunciare. Per ripianare questi debiti che in questi tredici anni si sono moltiplicati come “ i pani ed i pesci” con uno squilibrio annuo di trecentocinquanta mila euro, l’amministrazione intende economizzare la stessa cifra per 10 anni. Dovrebbe invertire una tendenza in ragione di seicentomila euro l’anno. Vi chiederete da dove vengono fuori tutti questi soldi? Eccole, come integralmente riportate dal piano che la maggioranza ha approvato.

 

Le misure correttive che il Comune di Cerisano intende adottare, in considerazione dei comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria accertati dalla competente sezione regionale della Corte dei conti, per ripristinare il riequilibrio strutturale tra le entrate e le spese correnti e, nello stesso tempo, far fronte al fabbisogno finanziario sopra indicato sono le seguenti:

1. Riordino ed aumento dei tributi locali (Imu, Tares, Addizionale Irpef, Tosap Imposta di pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni);

2. Riordino ed aumento delle tariffe dei servizi comunali, con particolare riferimento alle tariffe del servizio idrico integrato ed ai servizi a domanda individuale;

3. Eliminazione delle entrate straordinarie ed “una tantum” dal finanziamento delle spese di natura corrente (oneri di urbanizzazione, proventi servizi cimiteriali, recupero evasione tributaria, sanzioni al codice della strada, altre entrate di natura non ripetitiva);

4. Incremento delle attività tese al recupero dell’evasione fiscale;

5. Riduzione della spesa corrente, con particolare riferimento alla spesa per il personale

ed a quella per l’acquisizione di beni e servizi;

6. Valorizzazione dell’uso dei beni di proprietà comunale, attraverso la gestione diretta con personale comunale ed la contestuale cessazione degli affidamenti a ditte esterne con conseguente riduzione delle spese;

7. Riordino e ristrutturazione della dotazione organica dell’Ente;

8. Consolidamento della riduzione della spesa per gli Organi politici.

9. Risorse finanziarie disponibili risultanti dalla estinzione per scadenza naturale dei mutui in corso.

Tali misure correttive, da attivare nel breve e medio termine, comporteranno, nel corso del decennio a cui si riferisce il presente piano, una manovra finanziaria stimata in €.1.981.572,72, determinato dalle maggiori entrate e dalle minori spese, e destinata per la parte corrente in €.1.756.572,72 e per la parte in conto capitale €.225.000,00.

Relativamente alla parte in conto capitale l’Ente intende provvedere alla copertura finanziaria del fabbisogno attraverso l’alienazione di beni immobili appartenenti al patrimonio disponibile individuati ed in corso di stima da parte del competente Servizio Patrimonio, ed attraverso la contrazione di un mutuo, per fronteggiare debiti fuori bilancio inerenti ad opere di investimento realizzate senza la dovuta copertura.

Tutto questo è frutto della fiducia accordata ad un’amministrazione comunale che dal 2001 ammazza il paese.