Senza scrupoli... per il potere.

A pagare sono solo i cittadini

La pesante partecipazione di cittadini alle “rivelazioni”, mostra evidente che c’è il desiderio di capire cosa stia succedendo nel palazzo municipale. Ci si chiede come sia stato possibile aver prodotto una quantità esagerata di debiti in soli 12 anni. Il dissesto dell’amministrazione Mazzuca (1978 1993) aveva cifre nettamente inferiori tenuto conto di due aspetti importanti: il primo, che una parte dei debiti era di natura dolosa, il secondo, che la pianta organica del comune contava 40 unità. Cioè, il Comune, corrispondeva salari e stipendi ad un numero doppio di dipendenti rispetto ad oggi. L’enorme debito è figlio di una evidente incapacità politico-amministrativa nel gestire l’ordinario che non è stato comunque garantito, oltre che, questa è la quota più corposa, nell’amministrare il denaro pubblico secondo canoni clientelari che hanno consentito di rimanere abbarbicati alle poltrone per autogarantirsi un potere e gestire il danaro pubblico molto allegramente e vincere agevolmente le elezioni. Un milione e seicentomila euro di sentenze da parte dei giudici ordinari mostrano evidente il lassismo di una classe politica e di una burocrazia asservita che ha prodotto il danno arrotondato da interessi stratosferici. In sostanza, in questi 12 anni (2001 2013) l’amministrazione ha di fatto pagato gli stipendi al personale oltre che agli amministratori e quasi nulla più. A rendere ancora di più incredibile questo disastro è l’incessante aumento delle tasse comunali che hanno minato la già precaria economia locale. Spazzatura, acqua e depurazione alle stelle, addizionale irpef con la quale ogni cittadino che produce reddito versa mensilmente al comune sostanziose somme, Ici, IMU e tante altre imposte pagate dai cittadini con enormi sacrifici che amministratori incapaci ed incompetenti non hanno saputo gestire. Qual è la soluzione del comune che ha inviato al Ministero degli Interni e alla Corte dei Conti? Aumentare le tasse, aumentare le tasse e aumentare le tasse. Poveri noi! Povera Cerisano!