UNA POLITICA CULINARIA PER DIMENTICARE I PROBLEMI!! di Luciano Luciani

Dopo le castagne, le cocuzze, i dolci arriverà il tempo delle pittulille? - di Luciano Luciani - La politica di questa comunità, non ha preso coscienza dell’esistenza di una parte di Paese, soprattutto nei giovani, che interpreta il proprio presente, su dinamiche nuove, orientate alla costruzione di un futuro e non alla distruzione del futuro degli altri per difendere interessi di bottega.Questa Politica  preferisce continuare a ragionare al passato, coltivando schemi che appartengono a tempi che furono, tempi che ci hanno regalato l’enorme debito pubblico che abbiamo, che non è altro che dover pagare cambiali fatte da altri per interessi di parte.Questa incomprensione sta determinando il rischio che la parte di Paese produttiva e innovativa si muova tra il tentativo di attività di sviluppo isolate o la tentazione del disimpegno.Siamo di fronte ad un Paese spaccato, non tra destra e sinistra, tra ricchi e poveri, ma la spaccatura vera è tra un segmento di gruppi sociali e professionali pervicacemente corporativi o dipendenti per stipendio e clientela dalla finanza pubblica, e una rete di persone che testimonia un desiderio di autoaffermazione e di voglia di crescere e accettare le sfide di una società complessa e dinamicamente in evoluzione come quella odierna. Il black out interpretativo , l’incomprensione della politica della realtà di questo Paese, ha portato i politici stessi a contrapporsi alla volontà rinnovatrici dei settori dinamici della comunità, contrapponendo una lettura e di conseguenza una azione datata della società e sulla società. Cerisano è stato tagliato in due, non interessa quello che si esprime come competenza, professionalità, onestà, coerenza, ma interessa solo l’alliniamento ad un modo dirigistico vecchio e consunto, che contrappone alle giuste istanze e critiche sui fatti , motivazioni ideologiche e personali, strumentalizzazioni preconcette che servono di volta in volta a negare che questo Paese sia vivo e possa esprimere modelli di sviluppo diversi e più efficaci.Ancor di più serve a nascondere che questi modelli efficaci di sviluppo , possano essere diretti da professionalità e competenze , che ai politici attuali mancano. Di fronte a questo potere che tenta di difendere come può i suoi segmenti protetti e quindi se stesso, , succede che i protagonisti del nuovo si sentino autorizzati al disimpegno e ad impiegare le loro professionalità  verso interessi legittimi, ma egoisticamente personali. Si sottrae così al Paese, quella energia per lo sviluppo che porterà la comunità verso un declino certo e inevitabile.Non bisogna pensare però che chi aspira a rientrare nelle categorie protette sia esclusivamente nelle file dell’attuale maggioranza di governo comunale, né si può pensare che  tutte le forze di sviluppo siano concentrate nell’attuale minoranza .Se nella maggioranza dei casi effettivamente è così, non si deve dimenticare che anche la lista che ha perso, ad un dato momento, sia nella presentazione delle liste, sia nella campagna elettorale, ha dato spazio ad alcuni settori datati, che rappresentavano anch’essi una visione della politica simile a  quella che noi contestiamo agli altri).Ecco perché vedo con favore i giovani come facce nuove e di speranza di una nuova politica.Ma vedo con chiarezza anche la necessità di favorire insieme al ricambio, una aggregazione in cui non si badi alla vittoria a tutti i costi, ma si badi a emarginare a priori tutte le persone , le categorie che strumentalizzano da troppo tempo, visibilmente e invisibilmente, la politica cerisanese.Solo così le migliori energie del territorio potranno eliminare la trappola in cui siamo caduti.Cerisano non ha bisogno di  dimenticare il presente e negare il futuro “ubriacandosi “ di castagne, cocuzze dolci e feste varie. Cerisano ha necessità di riguardare la realtà, di pensare al futuro anche e soprattutto dei giovani, e non sacrificare iprogetti,  i sogni per difendere privilegi di persone che vogliono fermamente rimanere attaccati a privilegi che non solo non meritano, ma sono di ostacolo ad ogni forma di possibile sviluppo.

Luciano Luciani