Zecca querelato dal Sindaco

Sempre più precaria l'agibilità democratica.

Non si capisce bene se sia il solito tentativo intimidatorio preso in prestito da altre “organizzazioni” operanti sul territorio meridionale con base logistica in Sicilia o la risultante della presa di coscienza che il terreno sta franando sotto i piedi. Il Sindaco mi ha querelato per diffamazione a mezzo stampa. Sono esterrefatto. O forse no! Non c’erano dubbi che nel momento massimo di difficoltà con un’opinione pubblica che incalza un’amministrazione comunale incapace, inefficiente e fallimentare, l’unica cosa da fare è l’imbarbarimento del dibatto politico e il ricorso allo scontro giudiziario forte del fatto che gli avvocati il comune li paga con i soldi dei cittadini. Una vergogna dietro l’altra. Forse questa è la risposta all’iniziativa pubblica, molto partecipata, dell’8 febbraio. Il Sindaco ci ha lanciato un chiaro segnale di sfida, ha voluto innalzare il livello di scontro rivolgendosi all’autorità giudiziaria. Mi adeguerò come non ho fatto mai in 30 anni di attivismo politico con ruoli di responsabilità. Non è la prima volta che mi capita, già il suo predecessore, il suo socio, il fratello del suo benefattore mi aveva querelato con una conseguente archiviazione e con una spesa per il comune per le parcelle degli avvocati. Non ho mai inteso percorrere la via giudiziaria a fini politici forse manifestando una reticenza che mi riconosco è una parte debole del mio carattere. Ho sempre denunciato le malefatte dal punto di vista politico, anche quando i fatti mi suggerivano di rivolgermi alla Procura della Repubblica. Questo non l’ho mai fatto per una regola che mi sono dato, e forse per uno stile completamente diverso da coloro i quali hanno fatto della politica solo lo strumento per arrivare a gestire un potere utile solo a se stessi. Non so quale di questi articoli apparsi su Cerisano in Rete abbia “diffamato” il Sindaco. So che attraverso questo strumento ho inteso informare i cittadini senza nascondermi dietro un profilo anonimo esercitando il diritto dovere di giudizio politico. So che non arriverò nemmeno a salire le scale del tribunale per difendermi da queste infami accuse, potendo affermare che non mi è mai capitato di essere destinatario di un avviso di garanzia, nè di un rinvio a giudizio, né di una misura cautelare. Altri non possono dire la stessa cosa. Fabrizio Zecca Consigliere Comunale e direttore di Cerisano in Rete