DIALOGANDO ANNO..ZERO di Luciano Luciani

La morale è una cosa, la legalità è altra cosa - di Luciano Luciani - Anche il Sindaco ha detto nell'ultima intervista ad una televisione privata, relativamente al concorso, che si tratta di una questione solo morale.Lo stesso vincitore del concorso in una lettera ad un quotidiano locale , aveva ammesso scusandosi, che la gestione della vicenda era stata non corretta. Io stesso avevo dall'inizio invitato a dividere le cose, essendo una cosa la questione morale, altra quella politica, altra quella legale. Sull'ultima ritengo come allora l'opportunità che siano i soggetti titolari delle azioni susseguenti ad avere l'onere delle verifiche. Lo stesso vincitore del concorso ha accettato l'interrogazione della Napoli con serenità; diversamente ha fatto il Sindaco, scagliandosi contro la Napoli stessa, sfidandola nientemeno ad assistere al comizio contro i delatori di professione.Che diversi stili e che diversa eleganza dei vari attori, quello che è certo che la maggioranza senza l'ex vicesindaco, avrà le sue difficoltà a raggiungere una maturità politica nuova e rinnovata. Sul piano politico, registriamo la dichiarazione del sindaco, che loro si sono occupati solo di occupare un posto vacante. Cosa non vera, perchè è bene ricordare , che il posto di part time per ufficio tecnico, fu creato apposta con la variante della pianta organica, variante da me contestata da assessore, che insieme alla vicenda dei mutui, furono alcune delle concause che mi costrinsero per coerenza ad abbandonare una maggioranza, che si avviava , verso una politica i cui frutti si stanno oggi vedendo. Diverso l’atteggiamento della amministrazione, con i posti dei vigili, per esempio, che se pur vacanti e forse necessari di copertura certamente più urgente di quella di part time ufficio tecnico, non hanno trovato ad oggi nessuna voglia di coprire le caselle vuote , né credo troveranno il coraggio di cancellare i due posti, per evitare proteste dei tanti aspiranti: Si registra intanto una azione a mio parere valida, con lo sportello del consumatore, che potrà servire veramente alla popolazione e soprattutto ai ceti più indifesi.Diverso il discorso del difensore civico, che nientemeno adesso partecipa alle riunioni di maggioranza. Da non commentare, già frutto non di una scelta condivisa e condivisibile , conseguenza di accordi elettorali, oggi che persino fa parte integrante della maggioranza, ci si domanda , quale ruolo di difesa del cittadino e di imparzialità possa La maggioranza decide di fare un comizio, dimostrando essa di essere in campagna elettorale permanete e dimostrando di non volere affrontare i problemi nel merito, ma di esser interessata ad intimidire, a personalizzare gli scontri, allontanando sempre di più la gente dalle Istituzioni.  E al di là di queste inutili dimostrazioni di arroganza, di mancanza di riconoscimento degli altri, il Paese continua a essere sempre lo stesso in negativo.Nei prossimi giorni parleremo di Raccolta differenziata, di COSAP, di residui, di programmazioni gettate al vento di occasioni perse. Parleremo del rendiconto 2006, parleremo dell’aumento delle tasse, dell’addizionale IRPEF, parleremo delle indennità , parleremo degli sprechi. Parleremo anche di muri delle manche, di illuminazioni pubbliche, di servizi, di raccolta porta a porta, di posti di lavoro prima promessi e poi negati, di bisogno dei malati. Ma sempre con dati, fatti, senza sparare nel mucchio, senza   essere populisti, ma portatori di critiche sane e necessarie.Soprattutto non ci arrenderemo mai alle minacce, ai soprusi, alle cattiverie, che lasciamo ad altri attori, ad altri modi di essere, ad altre moralità ed eticità.Cercheremo di interpretare la parte sana di un Paese che è in parte malato, che vive una oggettiva difficoltà a crescere, a fare dei progetti per il futuro. Cercheremo di capire i motivi per cui tanti si sono rassegnati, e si cullano nella speranza di un posto in Comune che forse non verrà mai! Cercheremo di capire i motivi per cui tanti hanno difficoltà a esprimere giudizi franchi. Cercheremo di capire se il nostro territorio è sano dal punto di vista ambientale, se esistono discariche abusive in montagna e se per caso esistono nel territorio materiali nocivi alla salute dei cittadini e se per caso ci sono persone che pur a conoscenza dei pericoli che la popolazione sta correndo fa finta di niente! Ci interrogheremo delle troppi malattie tumorali che questo Paese sta subendo e se le stesse sono nella media o no. Ci interrogheremo sul futuro di questo borgo, che produce un reddito medio di soli 7000 euro pro capite.Un Paese che perde annualmente circa 500000 euro di pensioni in entrata e non riesce recuperarli attraverso il lavoro. Parleremo de giovani di Cerisano che lavorano fuori, di quanti sono, di quanti potranno essere a breve. Parleremo di una generazione di genitori che ha i figli lontani e si appresta a perderne altri per la necessità di avere un riconoscimento dei loro studi e non essere costretti a umiliarsi di fronte a politici che non hanno mai fatto storia nella vita e pretendono di farla a danno degli altri con l'arroganza , le sevizie , i ricatti, le promesse, le misere regalie di situazioni precarie a vita. Parleremo di una comunità in cui solo pochi giovani hanno il coraggio di opporsi a personaggi che nei bar ripetono litanie del tipo "fino a quando ci sarò io, vinceremo sempre" , in un tentativo inutile di riscattare tante ed altre negatività, con la ricerca di metter paura e di sottomettere con la forza anche la sana critica e il giudizio comune.Una morale che deve essere messa sotto i piedi per sostituirla con una morale antica in cui ancora tanti non riescono a liberarsi. I Padroni da una parte che non riescono a accettare i tempi dell'uguaglianza e tanti terrieri dall'altra che non riescono ad affrancarsi. Come se 50 anni non fossero ancora passati e le persone si riconoscessero per il cappello alcuni e la coppola altri. Come se ancora alle feste esistessero le stimanze, ai tanti don . Come se la libertàdel popolo, della gente onesta e che lavora non fosse mai arrivata. Come se ancora i titoli si dessero per nascita e non per il lavoro e per le capacità di ognuno. E in mezzo, tra i don e il popolo, i tanti caporali, i tanti fattori, i tanti podestà, che nati anche loro nel popolo, sperano di affrancarsi servendo i padroni e i don, e per questo tradendo i propri natali, il popolo a cui appartenevano. Una vicenda complicata, una vicenda difficile da raccontare, che potrà avere diversi colpi di scena, di finali imprevisti, e che proprio per questo sarà sempre più appassionante.

Alla prossima Luciani Luciano